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Dalla
prima
La
conduce, in questo 2010, verso la ricorrenza di un anniversario
importante legandola alla necessità di alimentare il
dibattito sullimportanza del corretto funzionamento del
mercato. È un dato di fatto che lAntitrust e la
sua cultura hanno incontrato ostacoli e resistenze in Italia
più che in altri Paesi; oggi il sistema di mercato, ancora
debole, «deve essere sollecitato, spronato allefficienza,
ma non può essere mortificato», sostiene il presidente.
Lidea centrale dichiarata per questo compleanno è
quella di «instillare logiche competitive nei comportamenti
delle imprese, senza però deprimere quelle forze autonome
che non si sono mai potute consolidare a sufficienza»;
quindi di «porre con maggiore forza il tema della regolazione
restrittiva e protezionistica», «utilizzare strumenti
di controllo che vadano oltre il mero accertamento dellillecito
e lirrogazione della sanzione» e «intervenire
sui mercati con maggiore tempestività». LAntitrust
di Catricalà ha inaugurato una politica del dialogo con
le imprese attraverso il nuovo istituto delle «decisioni
con impegni» ponendosi allavanguardia in Europa,
e ha cercato quotidianamente di sensibilizzare lopinione
pubblica sui temi della concorrenza e della tutela dei consumatori
dedicando peculiare attenzione allattività di comunicazione
istituzionale, consapevole della mancanza storica di un adeguato
dibattito pubblico.
LAutorità Garante per la Concorrenza e il Mercato
questanno compie 20 anni. Un bilancio?
Il 2010 è lanno in cui lAntitrust esce dalla
«teen-age» e raggiunge la maturità, direi
in tutti i sensi. Anche per aver ottenuto, nel 2005, la completa
competenza in materia concorrenziale, quando la legge sul risparmio
ci ha consentito di occuparci di concorrenza bancaria: è
stata così colmata una grave lacuna per un Istituto che
doveva regolare l'intero mercato che dipende strettamente dal
credito. Abbiamo inoltre ottenuto, nel 2006, la competenza sulle
pratiche commerciali scorrette. Il nostro istituto ha una caratteristica:
quando ha una competenza, assolve ai propri doveri, e questo
è stato dimostrato nei nostri vent'anni.
Nel periodo della sua presidenza, quali cose sono cambiate?
I cinque anni dal mio insediamento - nel 2005 - sono stati ricchi
di attività, e ritengo di risultati: non è facile
ottenerne di immediati e tangibili in una situazione come quella
del nostro mercato, ingessato dal punto di vista concorrenziale.
LAntitrust ha finalmente inserito, nella cultura italiana,
la disciplina della tutela dei consumatori, tanto che le famiglie
ci conoscono come loro tutori rispetto ai piccoli soprusi di
cui sono vittime, e ciò è testimoniato dal numero
enorme di segnalazioni che riceviamo, e dal successo che ha
avuto la nostra iniziativa di istituire un contact center per
ricevere direttamente e gratuitamente le denunce dalla voce
dei consumatori. La stampa ci ha seguito finora con grande attenzione,
e questo significa che lopinione pubblica asseconda e
favorisce la nostra azione. Abbiamo anche avuto qualche delusione
sul piano giudiziario, ma non sono decisioni definitive: come
dire, si tratta di sconfitte in battaglia e non della perdita
della guerra. Sugli argomenti più significativi siamo
pazienti; ad esempio siamo in attesa di un definitivo verdetto
del Consiglio di Stato relativo alle 23
istruttorie sulle banche da noi condannate per il comportamento
scorretto costituito dalla mancata applicazione della disciplina
legislativa in materia di gratuità nella surroga dei
mutui. Il Tar ci ha dato torto e abbiamo fatto ricorso al Consiglio
di Stato, ma nel frattempo sta maturando una coscienza ampia
su che cosa sia la tutela del consumatore in Italia, e speriamo
che lorgano giudicante in secondo grado sappia e voglia
prendere in considerazione una visione diversa della tutela
del consumatore, che non sia più una disciplina per il
«peer to peer», simmetrica, perché il consumatore
è più debole: ha anche bisogno di un organismo
pubblico che curi i suoi interessi rispetto ai grandi centri
economici.
Una volta che vi è stata conferita la competenza a
giudicare le pratiche commerciali scorrette, siete stati
inondati di denunce. Come vi avete fatto fronte?
Pur non avendo le risorse necessarie per far fronte a questa
nuova evenienza, siamo riusciti a contrastare tali pratiche
e a porre in essere una molteplicità di istruttorie.
Mi capita di leggere alcune polemiche sulle nostre attività
in materia, ed è chiaro che chi viene da noi inquisito
e sanzionato ha tutto linteresse a dichiarare che si è
trattato di un nostro errore. Fa benissimo a difendersi fino
al grado finale del giudizio, perché è nei propri
diritti. Sento invece polemiche sporadiche da parte di soggetti
terzi e francamente non le comprendo: noi operiamo a favore
dei cittadini e ciò dovrebbe giovare alla società.
Cosa cè in vista per lAntitrust nel prossimo
futuro?
Speriamo di ottenere quanto prima ulteriori competenze. Mi riferisco
innanzitutto al nostro interesse e alla capacità che
possediamo in tema di contratti di serie e di massa e di clausole
vessatorie. Se ottenessimo questi nuovi compiti non attueremmo
una politica dirigista né regolatoria, ma esamineremmo
i singoli casi. Il nostro giudizio non sarebbe insindacabile
ma potrebbe impugnarsi innanzi al Tar per lannullamento
dei nostri provvedimenti di inibitoria alluso delle clausole;
resterebbe al giudice ordinario di dichiarare la nullità
delle stesse. Chiederemo per lappunto questa competenza.
Ciò dovrebbe completare la nostra capacità di
tutelare il consumatore, intervenendo non solo quando si sia
già verificata la scorrettezza commerciale, ma a monte,
a livello contrattuale. Sarebbero tutelati moltissimi consumatori,
troppo abituati ad essere vessati e a dover firmare tutte le
clausole che vengono loro sottoposte come condizione necessaria
per concludere un contratto. È necessaria una terza figura
che filtri ogni clausola dei contratti di serie, e lAntitrust
ha la professionalità per farlo; bisogna avere il coraggio
di cominciare anche con poche risorse e nonostante vi sia già
molto arretrato da smaltire.
LItalia è cambiata negli ultimi venti anni?
Considerando il ritardo con il quale siamo partiti in questattività
di tutela, lAntitrust segna un bilancio altamente positivo
essendo oggi una delle istituzioni più apprezzate, come
danno atto anche le associazioni dei consumatori; di essa i
cittadini si fidano e ne possiamo essere fieri. Intendiamo tenere
alto il vessillo della libertà di mercato, perché
labuso non è stato originato da essa, semmai dagli
scarsi controlli in determinati settori e in particolari Paesi,
e solo dopo è divenuto un problema generale. Non cè
unaltra alternativa alla libertà di mercato, quantomeno
nel nostro Paese, e qualsiasi politica protezionistica ci porterebbe
indietro di molto più di ventanni, non potendo
le nostre casse pubbliche permettersi di versare aiuti di Stato,
né si può chiudere il mercato in un Paese che
vive di esportazione. Si può piuttosto migliorare nella
regolazione, ma senza renderla opprimente al punto da stringere
e avvilire liniziativa privata. Tantomeno si può
pensare a una politica dirigista se non ci sono, da parte del
Governo, gli strumenti e i mezzi per intervenire nei momenti
di crisi a sanare le patologie che dovessero crearsi; né
siamo in grado, con il debito pubblico che abbiamo, di concedere
gli stessi aiuti attribuiti in altri Paesi. La libertà
di mercato che, sia pure con tante limitazioni, abbiamo conquistato
è lunica via per crescere.
Pensa che la scorrettezza commerciale sia un problema caratteristico
dellItalia nel confronto con gli altri Paesi?
La differenza fondamentale con gli altri Paesi è questa:
in Italia, rispetto agli altri omologhi per il sistema di Civil
Law che li contraddistingue, non cera una cultura della
tutela del consumatore, mentre in Francia e in Germania cè
stata sempre una maggiore attenzione verso tali ragioni. Il
Codice civile tedesco tutela chi aderisce a un contratto già
predisposto molto più di quanto non faccia il Codice
civile italiano. È il nostro Codice del consumo a pareggiare
i conti attribuendo ai consumatori la medesima tutela che si
attua nel resto dEuropa. Ma in più abbiamo unautorità
pubblica che se ne occupa, posso dire prestigiosa, sostanzialmente
una marcia in più rispetto agli altri Paesi: tanto che
la stessa Commissione europea ci addita a modello ed esempio
per la tutela dei consumatori.
Rispetto agli Stati Uniti, invece, nei quali i consumatori sono
molto tutelati, siamo così lontani?
Diversa è la storia degli Stati Uniti e dei Paesi anglosassoni
di Common Law in cui si è sviluppata una tutela dei consumatori
basata sulla «class action», e in cui è presente
una cultura molto più attenta ai consumatori. Di fatto
sono molto più avanti a noi, soprattutto per lesistenza
di una generale azione collettiva e per il riconoscimento del
danno punitivo, che invece in Italia non è ancora stato
ammesso, e forse ancora oggi potrebbe essere considerato anche
incostituzionale.
Dal primo gennaio scorso anche i consumatori italiani possono
esercitare lazione collettiva a tutela dei propri diritti
per danni e inadempienze contrattuali da parte delle aziende.
È a favore?
Ho raccomandato - e le associazioni sembra abbiano risposto
favorevolmente - di limitare lesercizio di questa azione,
almeno allinizio, ai casi sicuri, cioè nei quali
siano presenti un illecito già accertato e un gruppo
compatto, quindi una classe di consumatori che può essere
identificata con facilità come tutti coloro che hanno
subito danni direttamente dallazione ritenuta illecita.
Se si comincerà con azioni fumose e generiche, il rischio
sarà quello della dichiarazione di inammissibilità
da parte del giudice ordinario e, nel caso in cui si diffonda
la prassi di respingere le «class action», esse
perderebbero di qualsiasi efficacia, soprattutto in deterrenza.
È necessario allora, almeno nella prima fase del ricorso
al nuovo strumento, limitarlo ai pochi casi in cui vi sia la
certezza del risultato favorevole.
In che rapporto la «class action» si porrà
rispetto allattività dellAntitrust?
LAntitrust non è coinvolta nellazione giudiziaria,
nemmeno con pareri, se non per una norma che attribuisce solo
al giudice lonere di sospendere la procedura nel caso
in cui sia pendente una nostra istruttoria, fintanto che lAntitrust
non emetta una decisione. Questo è lunico modo
in cui noi interferiamo. Una volta che lAutorità
abbia dichiarato scorretta una prassi, ovvero ritenuto la presenza
di un abuso di posizione dominante o di unintesa restrittiva
della concorrenza, i consumatori potranno agire in giudizio
con maggiore facilità. La legge ha solo attribuito al
giudice lonere di sospendere il processo in attesa della
nostra pronuncia, e sarà una sospensione breve perché
abbiamo tempi decisionali molto stretti.
Con quale tempistica adotta le proprie decisioni lAntitrust?
Per valutare una concentrazione abbiamo 30 giorni, più
altri 45 se si dà luogo ad istruttoria. Per le pratiche
commerciali scorrette decidiamo mediamente in 120-180 giorni;
per gli abusi e le intese, invece, i tempi dellistruttoria
possono durare anche un anno, perché bisogna dare il
tempo alle parti di difendersi adeguatamente, trattandosi di
multe salate che possono giungere a colpire il 10 per cento
del fatturato dellimpresa.
Come operano i contact center nelle segnalazioni e che tipo
di riscontro hanno avuto?
Al numero gratuito del nostro contact center - l800.166.661
- rispondono, dal lunedì al venerdì, dalle 10
alle 14, otto giovani laureati in Giurisprudenza; in alternativa,
è possibile lasciare un messaggio in Segreteria e a stretto
giro, entro 24 ore, si avrà una telefonata di riscontro.
Il servizio ha ottenuto il riconoscimento da parte del Ministero
della Funzione Pubblica per il progetto di efficienza, in quanto
riconosciuto meritevole. Il contact center materialmente raccoglie
la denuncia verbale, la trasforma in una segnalazione scritta
che informaticamente è trasmessa allufficio competente,
se si ritiene che ad essa vada dato un seguito; altra strada
è quella di intervenire con una «moral suasion»
nei confronti dellimpresa segnalata, chiudendo il caso.
Se il problema non è di competenza dellAutorità,
si indirizza il consumatore verso chi è competente mentre,
se semplicemente non è evidente una scorrettezza commerciale,
la pratica viene archiviata. Questo sistema agevola il lavoro
dellIstituto perché consente di sgravare a monte
i nostri uffici da tutta una serie di pratiche costituite da
disguidi, fatti irripetibili o non costituenti attività
scorrette.
Come sarà celebrato il ventennale dellAutorità
Garante della Concorrenza e del Mercato?
Siamo grati al presidente della Repubblica che ha concesso il
patrocinio a tutte le iniziative che abbiamo voluto attivare,
nonché al ministro Claudio Scajola che ha favorito lemissione
di uno speciale francobollo che celebra la nostra istituzione.
Stiamo facendo tutto in grande economia, e perfino il logo del
ventennale è stato il dono di un creativo, Paolo Nazzaro.
Indiremo, nel corso dellanno, una serie di incontri per
sviluppare tutti i temi della nostra attività, fino al
10 ottobre, quando sarà aperta una mostra ed emesso il
francobollo con la timbratura.
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